Pensioni in Italia

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La riforma Monti-Fornero (dal 01/01/2012), ha apportato significative modifiche in materia pensionistica.

Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia le nuove disposizioni hanno inciso in particolare sulle donne del settore privato per le quali è stato previsto l’innalzamento dell’età pensionabile. E’ stato inoltre parificato il requisito minimo di contribuzione – pari a 20 anni – finora diversificato tra soggetti del sistema retributivo/misto e soggetti del sistema contributivo.

 In sostituzione della pensione di anzianità è stata introdotta la  nuova pensione anticipata. Viene pertanto abolito il sistema delle cosiddette “quote”, restando per il futuro il solo canale della massima anzianità contributiva.

Sono state abolite le finestre d’accesso alla pensione.  Le finestre mobili continueranno ad applicarsi solo per coloro che andranno in pensione con la previgente normativa (vedi apposita sezione “A chi si applica la previgente normativa”).

E’ stata prevista l’applicazione del c.d. “pro quota contributivo” per tutti i trattamenti pensionistici. Secondo questo meccanismo, a partire dal 2012, con riferimento alle anzianità contributive maturate a decorrere da tale data, la quota di pensione corrispondente a tali anzianità, è calcolata secondo il metodo di calcolo contributivo. Viene di fatto abolito il metodo di calcolo interamente retributivo.  

Viene introdotto il principio per cui il proseguimento del lavoro dopo il raggiungimento dell’età necessaria per la pensione di vecchiaia è incentivato fino all’età di 70 anni. Viene infatti prevista l’applicazione dei coefficienti di trasformazione per il calcolo della pensione con il metodo contributivo anche oltre i 65 anni e fino ai 70 anni di età.

Viene confermata ed estesa l’applicazione del meccanismo di adeguamento alla speranza di vita dei requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici.

L’adeguamento é stato applicato per la prima volta nel 2013 (tre mesi in più sui requisiti anagrafici della pensione di vecchiaia e sul requisito contributivo per la pensione anticipata) ), poi ogni tre anni fino al 2019, dopo di che l’adeguamento diventerà biennale. Questo adeguamento si applicherà anche ai soggetti c.d. derogati dalle nuove norme sull’accesso a pensione che continuano ad applicare i requisiti previsti dalla previgente normativa.

La Pensione di Vecchiaia

 

La riforma Monti-Fornero ha apportato significative modifiche alla pensione di vecchiaia incidendo in particolare sull’innalzamento dell’età pensionabile per le donne del settore privato.

Oltre alle modifiche inerenti l’elevazione dell’età pensionabile si interviene parificando il requisito minimo di contribuzione – pari a 20 anni – finora diversificato tra soggetti del sistema retributivo/misto e soggetti del sistema contributivo.

Tabella riassuntiva dei requisiti anagrafici in presenza del requisito contributivo minimo di 20 anni *

 

LAVORATORI DIPENDENTI (PUBBLICI E PRIVATI); AUTONOMI;
PARASUBORDINATI

LAVORATRICI DIPENDENTI PUBBLICO IMPIEGO

LAVORATRICI DIPENDENTI SETTORE PRIVATO

LAVORATRICI AUTONOME/ PARASUBORDINATE

ANNI

ETÀ

ETÀ

ETÀ

ETÀ

2012

66

66

62

63 e 6 mesi

2013

66 e 3 mesi

66 e 3 mesi

62 e 3 mesi

63 e 9 mesi

2014

66 e 3 mesi

66 e 3 mesi

63 e 9 mesi

64 e 9 mesi

2015

66 e 3 mesi

66 e 3 mesi

63 e 9 mesi

64 e 9 mesi

2016

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

65 e 7 mesi

66 e 1 mese

2017

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

65 e 7 mesi

66 e 1 mese

2018

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

66 e 7 mese

2019

66 e 11 mesi

66 e 11 mesi

66 e 11 mesi

66 e 11 mesi

2020

66 e 11 mesi

66 e 11 mesi

66 e 11 mesi

66 e 11 mesi

2021

67 e 2 mesi

67 e 2 mesi

67 e 2 mesi

67 e 2 mesi

 

Dal 2022 e per gli anni successivi prosegue l’innalzamento secondo la medesima progressione legata all’incremento della speranza di vita (adeguamento stimato: 2 mesi ogni biennio).

* La tabella riguarda solo chi matura i requisiti dal 2012 e non anche chi li ha maturati secondo la vecchia disciplina entro il
31.12.2011

Nuova pensione Anticipata dal 2012

Dal 2012 la pensione di anzianità è sostituita dalla pensione anticipata.

Sparisce il cosiddetto sistema delle quote e resta per il futuro il solo canale della massima anzianità contributiva che però passa – dal 2012 – dagli attuali 40 anni a 42 anni e 1 mese per gli uomini e a 41 anni e 1 mese per le donne con l’ulteriore appesantimento dovuto alla penalizzazione qualora l’accesso al pensionamento si consegua prima dei 62 anni di età.

 La nuova “Pensione Anticipata” dal 2012

Requisiti di contribuzione

LAVORATORI DIPENDENTI PUBBLICI E PRIVATI E
LAVORATORI AUTONOMI/PARASUBORDINATI

LAVORATRICI DIPENDENTI PUBBLICHE E PRIVATE E
LAVORATRICI AUTONOME/PARASUBORDINATE

ULTERIORE CANALE DI ACCESSO RIGUARDANTE TUTTI I
LAVORATORI IL CUI PRIMO CONTRIBUTO ACCREDITATO È DAL 1° GENNAIO 1996

Anni

Anzianità
contributiva minima indipendentemente dall’età anagrafica

Anzianità
contributiva minima indipendentemente dall’età anagrafica

Età
anagrafica minima se in possesso di un’anzianità contributiva minima di 20
anni e un importo minimo pari a 2,8 volte l’assegno sociale (rivalutazione
nel tempo sulla base dell’andamento del PIL nominale)

2012

42 anni e 1 mese

41 anni e 1 mese

63 anni

2013

42 anni e 5 mesi

41 anni e 5 mesi

63 anni e 3 mesi

2014

42 anni e 6 mesi

41 anni e 6 mesi

63 anni e 3 mesi

2015

42 anni e 6 mesi

41 anni e 6 mesi

63 anni e 3 mesi

2016

42 anni e 10 mesi

41 anni e 10 mesi

63 anni e 7 mesi

2017

42 anni e 10 mesi

41 anni e 10 mesi

63 anni e 7 mesi

2018

42 anni e 10 mesi

41 anni e 10 mesi

63 anni e 7 mesi

2019

43 anni e 2 mesi

42 anni e 2 mesi

63 anni e 11 mesi

2020

43 anni e 2 mesi

42 anni e 2 mesi

63 anni e 11 mesi

2021

43 anni e 5 mesi

42 anni e 5 mesi

64 anni e 2 mesi

Dal 2022 e per gli anni successivi prosegue l’innalzamento secondo la medesima progressione legata all’incremento della speranza di vita (adeguamento stimato: 2 mesi ogni biennio).

 

 

Pensione di reversibilità / indiretta

Spetta a favore dei familiari superstiti di:

lavoratori (pensione indiretta);  

pensionati (pensione di reversibilità).

Il lavoratore deceduto, non pensionato deve aver maturato almeno 15 anni di contributi, oppure 5 anni di cui 3 nel quinquennio precedente la data del decesso.

Nel caso di decesso del pensionato n on si richiedono ulteriori accertamenti contributivi, essendo il dante causa già titolare del trattamento pensionistico.

I familiari ai quali spetta la pensione ai superstiti sono: il coniuge (anche se separato o divorziato); i figli minori di 18 anni (o maggiorenni se inabili) e studenti fino a 21 anni (26 se universitari) a carico del deceduto e, in determinate situazioni e in assenza del coniuge e dei figli, ai genitori, ai fratelli o sorelle, ai nipoti.

Le aliquote di reversibilità sono stabilite nelle seguenti misure:

Superstiti aventi dirittoPercentuale spettante
Coniuge solo60%
Figlio solo 70%
Coniuge più figlio80%
Coniuge con due o più figli 100%
Due figli 80%
Tre o più figli100%
Genitori, fratelli e/o sorelle 15%

I nipoti hanno le stesse aliquote di reversibilità stabilite per i figli.

La somma delle quote non può, comunque, superare il 100% della pensione che sarebbe spettata all’assicurato.

L’importo della pensione ai superstiti potrà subire una decurtazione in presenza di redditi posseduti dal titolare.

I limiti reddituali per l’anno 2013 sono:

Percentuale di riduzioneReddito Anno 2013
0%fino a € 19.321,77
25%oltre € 19.321,77 fino a € 25.762,36
40%oltre  € 25.762,36 fino a € 32.202,95
50%oltre € 32.202,95

 

I limiti reddituali per l’anno 2014 sono:

Percentuale di riduzioneReddito Anno 2014
0%fino a € 19.553,82
25%oltre  € 19.553,82 fino a € 26.071,76
40%oltre € 26.071,76 fino a € 32.589,70
50%oltre € 32.589,70

Nota bene: la decurtazione non opera per i nucleo familiari in cui sono presenti figli di minore età, studenti o inabili.

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